TALLEYRAND E L'ITALIA

TALLEYRAND E L'ITALIA

La città di Valençay è legata all'Italia non solo per via del suo gemellaggio con Cesano Maderno, ma anche attraverso il suo più illustre cittadino: il principe Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord (1754-1838). Diplomatico e statista, ministro della Francia rivoluzionaria e di Napoleone, Talleyrand visitò Milano nel 1805 e l'anno successivo Bonaparte gli conferì il titolo di principe di Benevento. Talleyrand nutriva un grande interesse ed un autentico amore per il nostro paese. Egli possedeva inoltre alcune delle qualità tipiche di un italiano: astuzia, prontezza di spirito, galanteria, amore per la buona tavola. Per questi versi, Talleyrand può essere considerato un italiano d'elezione.

TALLEYRAND E IL REGNO D'ITALIA

Nel 1805 Talleyrand suggerì a Napoleone la creazione di un regno d'Italia. Non era per soddisfare le velleità di conquista e di dominio di quest'ultimo che aveva concepito il progetto. Al contrario, esso rispondeva ad idee di ordine e pace. Nelle intenzioni di Talleyrand, infatti, Napoleone sarebbe stato per l'Italia un legislatore e il difensore dei diritti e della potenza del paese.
Talleyrand visitò per la prima volta il nostro paese proprio in occasione dell'incoronazione di Bonaparte a re d'Italia. La cerimonia si svolse il 26 maggio 1805 nel Duomo. Napoleone, ponendo egli stesso sul suo capo la corona ferrea dei re Longobardi, pronunciava con il suo accento còrso la frase “Il Cielo me la diede; guai a chi la toccherà!”. Talleyrand era presente in qualità di Gran Ciambellano e ministro delle Relazioni Esterne dell'Imperatore. Qualche giorno prima, sempre a Milano, Talleyrand aveva ricevuto da parte del governo prussiano: l'Ordine dell'Aquila Rossa e l'Ordine dell'Aquila Nera, le due più alte decorazioni cavalleresche del regno di Prussia.

TALLEYRAND PRINCIPE DI BENEVENTO:

Il 5 giugno 1806 Napoleone, come ricompensa per i servizi resi alla sua corona, nominava Talleyrand “principe regnante e duca di Benevento”, con diritto di trasmettere il suo dominio ai discendenti maschi in linea diretta. Talleyrand non mise mai piede nel suo principato ma seppe ben delegare il suo potere. Scelse infatti un ottimo governatore, l'alsaziano Louis de Beer. Durante gli otto anni del suo governo (1806-1814), de Beer portò un soffio di nuova vita nell'ambiente beneventano: introdusse il codice napoleonico, abolì i privilegi ecclesiastici e quasi tutti i dazi. Uno dei principali obbiettivi del suo governo fu migliorare ed elevare le condizioni di vita del popolo: sotto gli auspici di Talleyrand, de Beer creò le prime scuole elementari pubbliche, fondò una biblioteca ed un museo, introdusse la vaccinazione antivaiolosa.

TALLEYRAND E LE DONNE

Talleyrand è celebre tanto per le sue doti di statista e diplomatico quanto per le sue avventure galanti.
Durante il suo soggiorno milanese, egli non si dedicò solo agli affari di Stato. Sensibile al fascino delle gentildonne lombarde, Talleyrand corteggiò numerose dame, tra cui un'ex-amante del ministro delle finanze Louis Pétiet e l'attrice di natali genovesi Elisabeth Lange. Per riprendersi dalle fatiche mondane - oltre che dagli impegni ufficiali - Talleyrand fece una sosta alle terme prima di rientrare in Francia. Nel suo paese le signore dell'alta società ne attendevano con ansia il ritorno per “tormentarlo sulle sue avventure galanti durante il suo viaggio in Italia” (Lacourt-Gayet G., Talleyrand, Parigi, Payot, 1930 vol. II).

TALLEYRAND E LA BUONA TAVOLA

Talleyrand era un raffinato gastronomo ed un grande amatore della buona tavola. Egli elevò l'arte di
ricevere a strumento di successo politico e mondano: sapeva infatti che, per la riuscita di un
negoziato, una tavola riccamente imbandita può essere uno strumento formidabile. Quando si recò
al Congresso di Vienna, si fece accompagnare dal celebre cuoco Antonin Carême e sfruttò i suoi
talenti per conquistare i diplomatici europei.
Talleyrand – al quale tra l'altro si deve l'invenzione del parmigiano grattugiato sulla minestra -
durante il suo soggiorno in Italia non rimase insensibile alla ricchezza e alla bontà della nostra
gastronomia, tanto è vero che, sulla via del ritorno in Francia, il direttore delle dogane di Marsiglia
lo trovò “sorprendentemente ingrassato” (ibidem).

CITAZIONI

“Tutto ciò che non è eccessivo è insignificante”
“Il caffè: nero come il diavolo, caldo come l'inferno, puro come un angelo, dolce come l'amore.
“Il miglior alleato di un diplomatico è il suo cuoco”
“Esistono tre saperi: il sapere propriamente detto, il saper fare e il saper vivere; gli ultimi due
dispensano dal primo”
“Il matrimonio è una cosa talmente bella che bisogna rifletterci tutta la vita”